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la nostra selezione

Roger Olmos

Roger Olmos, nato a Barcellona nel 1975, si avvicina al mondo del disegno e dell’illustrazione fin da piccolo, frequentando lo studio del padre, dove resta affascinato dai libri per adulti più che da quelli “adatti alla sua età”, in particolare dal lavoro di Brad Holland, Caza e Brian Froud. Al termine degli studi inizia un apprendistato all’Institut Dexeus come illustratore scientifico. Successivamente si iscrive alla scuola di arti e mestieri Llotja Avinyò di Barcellona.

Con il passare degli anni e la pratica, tuttavia, decide di dedicarsi all’illustrazione di libri per ragazzi, per seguire le orme di quegli illustratori che tanto lo avevano colpito da bambino. Nel 1999 viene selezionato alla Bologna Children’s Book Fair, dove conosce il suo primo editore, Kalandraka. L’anno successivo pubblica il suo primo libro, Tío Lobo, che nel 2002 viene inserito nella selezione White Ravens dell’Internationale Jugendbibliothek di Monaco.

Da allora si è dedicato quasi esclusivamente all’illustrazione di libri per ragazzi, con brevi incursioni nell’illustrazione commerciale, per riviste o per la televisione, e ha pubblicato oltre una cinquantina di titoli con una ventina di case editrici spagnole e internazionali, come Edelvives, Penguin Random House, Macmillan, Kalandraka, Oqo Editora, Ediciones B, La Galera, Teide, Anaya, Edebé, Planeta, Baula, #logosedizioni, Melhoramentos, Bromera, Editions 62, Pirouette ecc.
Vegano e animalista, collabora attivamente con la fondazione per la difesa degli animali FAADA. Da questa sua scelta di vita sono nati due libri: nel 2014 Senzaparole, che ha ricevuto apprezzamenti positivi da nomi del calibro di Jane Goodall e J. M. Coetzee e che lui stesso definisce “uno dei libri più importanti della mia carriera”, e nel 2017 Amigos (entrambi per logosedizioni in collaborazione con FAADA).

Oltre a tenere spesso laboratori di illustrazione nelle sedi dell’Istituto Cervantes di tutto il mondo, Roger Olmos ha tenuto un laboratorio sul libro illustrato nell’ambito del Master sul libro illustrato e l’animazione audiovisiva della Facoltà di Belle arti dell’Università di Vigo e un corso intensivo di illustrazione alla Fine Art Factory di Martina Franca. Insegna da alcuni anni alla summer school di Ars in Fabula, Macerata.

www.rogerolmos

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La foca bianca

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Cosimo

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Amigos

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Calando

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Historia de niño malo

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Aquarium

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La leggenda di Zum

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La Zanzara

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La capra matta

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Taiji

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Una storia piena di lupi

The History of Graphic Design Vol.1/2

Vol.1

La storia è complessa. La fortuna va e viene, gli imperi sorgono e tramontano, e il cambiamento -di natura sociale, politica o tecnologica – porta con sé vincitori, perdenti, sostenitori e nemici. Nel turbinio che ha segnato lo scorrere del tempo, il graphic design – in una sintesi vivace e ben definita che racchiude immagine e concetto – ha incarnato lo spirito di ogni epoca. Questo volume riassume in modo esaustivo e completo la storia del graphic design, a partire dal XIX secolo, fino agli anni immediatamente successivi alla Seconda guerra mondiale. Pagina dopo pagina, scoprirete l’evoluzione di questa forma di espressione creativa, dai primi design dei manifesti, fino ai successivi sviluppi che hanno interessato il mondo pubblicitario, le identità aziendali, il packaging e l’editoria. Procedendo in ordine cronologico, il libro raccoglie oltre 2000 design emblematici, provenienti da tutto il mondo, con 72 approfondimenti dettagliati che accompagnano i profili di 57 leader del settore, tra cui Alphonse Mucha (pubblicità del cioccolato), Edward Johnston (London Underground logo e font), El Lissitzky (grafica costruttivista), Herbert Matter (fotomontaggi per manifesti di viaggio dedicati alla Svizzera), Saul Bass (animazioni per titoli di testa), e A. M. Cassandre (manifesti art deco). Mettendo in campo la sua vasta conoscenza settoriale, l’autore Jens Müller presenta i design più significativi suddivisi per anno insieme ai progetti grafici che hanno fatto la storia. Al contempo, nel suo saggio introduttivo David Jury contestualizza il graphic design a partire dalle sue origini, individuate nelle stampe, le incisioni e le litografie del XIX secolo. Analizzando le locandine teatrali e le pubblicità destinate al mezzo stampa appartenenti a questo periodo è già possibile apprezzare differenze stilistiche sostanziali. Grazie al breve paragrafo che introduce al lettore ogni decennio e alla linea del tempo dalla grafica spettacolare che ne illustra la vasta produzione, il volume offre una visuale chiara e immediata sul panorama mondiale. Con il XX secolo ormai alle spalle, questa incredibile collezione delinea la nascita degli elementi che hanno in seguito influenzato alcuni tra i settori creativi più dinamici al mondo, rendendo omaggio all’enorme contributo che il graphic design ha apportato all’economia, la politica, le cause sociali, le arti, i media, e il nostro modo di vedere il mondo.

Vol. 2
Le più grandi svolte nella storia del design, dagli anni Sessanta ai nostri giorni Nel corso degli anni, il graphic design – con la sua vivida e nitida sintesi di immagini e idee – ha catturato lo spirito di ogni epoca. Ogni minuto di ogni giorno siamo circondati da packaging minimalisti e colorate pubblicità, brillanti grafiche ambientali e agili interfacce. Il graphic design serve a trasmettere informazioni, ma al tempo stesso riflette le aspirazioni culturali e i valori di una società. Questo secondo volume completa la più esauriente indagine sul graphic design mai pubblicata, abbracciando gli anni dal 1960 a oggi. Circa 2500 design iconici provenienti da tutto il mondo compongono questa storia della cultura visiva contemporanea, dal trionfo dello stile tipografico internazionale all’avvento della rivoluzione digitale. Circa 130 progetti chiaveanalizzati al microscopio insieme a 120 biografie dei più importanti designer dell’epoca, tra cui Massimo Vignelli (ideatore della segnaletica della metropolitana di New York), Otl Aicher (creatore dell’identità del marchio Lufthansa), Yusaku Kamekura (autore di una campagna di manifesti per Nikon), Paula Scher (creatore dell’identità del brand Citibank), Neville Brody (responsabile grafico della rivista The Face) e Stefan Sagmeister (autore di poster scritti a mano). Grazie alla sua profonda conoscenza della materia, l’autore Jens Müller passa in rassegna i progetti più straordinari di ogni anno, che rappresentano altrettante pietre miliari nella storia del design. Seguendo un criterio cronologico, l’autore fornisce una breve presentazione di ogni decennio, completandola con magnifiche linee del tempo, e offrendo una visione d’insieme della varietà della produzione grafica e del panorama mondiale che quest’ultima ha descritto e, al tempo stesso, determinato. Questa raccolta di importanti lavori grafici rappresenta una riflessione ormai imprescindibile sull’evoluzione di un campo creativo aperto a continui cambiamenti e sfide. Questi progetti fondamentali fungono da coordinate all’interno della storia contemporanea, aiutandoci a riconoscere l’impatto decisivo del graphic design sulla nostra vita quotidiana.

Maledetti fotografi 2016

Maledetti Fotografi
In questo libro sono raccolte tutte le interviste pubblicate nel 2016 con:

Michael Kenna
Duane Michals
Efrem Raimondi
Olivo Barbieri
Nino Migliori
Monika Bulaj
Francesco Radino
Heinz Stephan Tesarek
Piero Gemelli
Eva Rubinstein
Paola Agosti
Irene Kung
Alberto Alicata
Filippo La Mantia
Marco Maria Zanin
Roberto Polillo
Robert Doisneau
Bettina Rheims
Michele Neri

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Gabriel Pacheco

 

 

Gabriel Pacheco pittore ed illustratore messicano, noto per aver lavorato in stile visionario surreale.
Nato a Città del Messico nel 1973, Gabriel ha studiato presso l’Istituto Nazionale di Belle Arti e preso lezioni di disegno e figura umana nella Scuola Nazionale di Arti Plastiche. Ha tenuto diversi seminari di progettazione presso il ENAP e corsi di illustrazione per libri per bambini in Messico, Italia e Spagna. Ha iniziato la sua carriera come illustratore quando sua sorella gli ha chiesto di illustrare una storia per lei. Ha continuato ad esplorare il suo talento naturale illustrando libri per bambini, poesie e storie fantastiche. Il suo stile unico fatto di personaggi romantici e intensi e l’atmosfera surreale si ispira l’arte di Bosch e Marc Chagall.

www.gabrielpacheco.com

Il Lago dei Cigni

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Federico Garcia Lorca

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L’aggiustacuori

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La strega e lo spaventapasseri

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La Bella e la Bestia

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Messer Gatto

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Barbablù

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Cappuccettorosso

Russell Miller

lo trovi…

“‘Magnum è un’agenzia, un archivio, una rissosa famiglia di fotografi e, alle soglie del sesto decennio, una tradizione. Nell’attimo decisivo che fa di un individuo un fotografo, istinto e tradizione si fondono in uno scatto dell’otturatore: se manca l’istinto non c’è immagine, ma le immagini prive di tradizione non possono durare. Alcune tradizioni impallidiscono e scompaiono ma questa, a giudicare dalla raccolta che abbiamo tra le mani, è ancora viva. Vi troviamo gli antichi maestri ma anche i nuovi che sembrano dirci: guardateci ora, guardate cosa è diventata Magnum.’ Questo breve testo introduttivo apriva, a mo’ di esergo, il volume celebrativo dei sessant’anni di Magnum Photos, ‘Magnum‘, del 2000. A ogni decennio si sono realizzati bilanci, fotografici e non, su cosa sia stato il patrimonio visivo, informativo ma anche etico, lasciato dalla cooperativa di fotografi più celebre del mondo. E se per i suoi cinquant’anni il libro “In our time” rappresentava un primo, importante, momento di verifica, dieci anni dopo Magnum non si sottraeva a un nuovo, aggiornato riscontro di cosa aveva fin là prodotto e come avrebbe potuto continuare la sua strada. Allo stesso modo, oggi che la Magnum compie 70 anni di vita, è ancora forte la voglia e il bisogno di rintracciare una storia, riannodare i fili di un percorso e, soprattutto, verificare il senso e la ragione di un lavoro collettivo e complesso come appunto è stato ed è tuttora quello di Magnum Photos.”

Kay Nielsen

Inizialmente pubblicato nel 1914, East of the Sun and West of the Moon è considerato un gioiello di grafica Art Nouveau, celebrato dai collezionisti d’arte e di libri per gli eleganti acquerelli di Kay Nielsen che rappresentano un mondo magico abitato da innamorati e guerrieri. Questa riproduzione è stata prodotta a partire da una prima edizione deluxe del libro di Nielsen, la più ampia collezione a noi pervenuta del suo lavoro, e 13 dei suoi rarissimi acquerelli originali. Il libro, che presenta un totale di 51 illustrazioni, di cui 25 a colori, sarà stampato in 5 colori, tra cui l’oro, per riprodurre le squisite illustrazioni e iscrizioni in foglia d’oro dell’originale. La ristampa include tutti le illustrazioni originali e i testi di East of the Sun and West of the Moon, materiali presentati in una nuova veste grafica ricca di illustrazioni a doppia pagina e a pagina intera che consentono di porre nel dovuto risalto gli splendidi dettagli e la grande perizia delle immagini originali. Sono inoltre inclusi due saggi appositamente scritti e illustrati da decine di opere rare e inedite dell’illustratore, una panoramica sulla nascita di questo libro capolavoro e una biografia di Nielsen.

Maledetti fotografi 2015

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Maurizio Galimberti

Maledetti Fotografi
In questo libro sono raccolte tutte le interviste pubblicate nel 2015 con:

Giuseppe Mastromatteo
Gian Paolo Barbieri
Settimio Benedusi
Daniele Cametti Aspri
Giovanni Presutti
Massimo Vitali
Giovanni Gastel
Romano Cagnoni
Marc Riboud
Massimo Sestini
Szymon Brodziak
Maurizio Galimberti
Joel-Peter Witkin
Francesco Bosso
Francesco Cito
Frank Kunert
Valerio Bispuri
Josef Koudelka

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Bob Noorda

 

Bob Noorda (Amsterdam, 15 luglio 1927 – Milano, 11 gennaio 2010) è stato un designer e architetto olandese naturalizzato italiano. A partire dagli anni Sessanta, si è imposto come uno dei principali artefici del rinnovamento della grafica italiana del Novecento. Noorda lavorò nella capitale olandese fino al 1954, anno in cui prese la decisione di trasferirsi in Italia, a Milano. Lavorò alla segnaletica e alla grafica della metropolitana milanese inaugurata nel novembre del 1964, per cui meritò il Compasso d’oro; in seguito ricevette il premio in altre tre occasioni, nel 1979, nel 1984 e infine nel 1994, quest’ultimo alla carriera. Nel 1965, insieme al designer Massimo Vignelli, fondò l’agenzia grafica Unimark International, nota per utilizzare un approccio molto moderno del design per clienti internazionali come la metropolitana di New York, IBM, Pirelli e molti altri. A lui sono state dedicate mostre in tutto il mondo.
thinkingform.com

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Maledetti fotografi 2014

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Helmut Newton

Maledetti Fotografi
In questo libro sono raccolte tutte le interviste pubblicate nel 2014 con:

Guido Harari
Henryk Hetflaisz
Mario Giacomelli
Riccardo Venturi
Hua Kiem
Arianna Arcara e Luca Santese (Cesura)
Helmut Newton
Christoph Bangert
Stuart Franklin
Don McCullin
Gianni Berengo Gardin
Sarah Moon
George Woodman
Steve McCurry
Frank Horvat
Kate Garner
Dominique Tarlé
Ferdinando Scianna
Wolfgang Volz
Mattia Insolera
Long Thanh
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Steve McCurry

Steve McCurry è, da più di trent’anni, una delle voci più rappresentative della fotografia contemporanea, con decine di copertine di riviste e libri, oltre una dozzina di pubblicazioni e innumerevoli mostre in tutto il mondo. Nato in un sobborgo di Philadelphia, in Pennsylvania, McCurry studia cinema alla Pennsylvania State University, prima di lavorare per un giornale locale. Dopo alcuni anni trascorsi come freelance, McCurry intraprende il primo di un lunga serie di viaggi in India. Portandosi dietro una valigia con pochi vestiti e qualche rullino, percorre il subcontinente, esplorandolo il Paese con la sua macchina fotografica.
Dopo diversi mesi di viaggio si trova ad attraversare il confine con il Pakistan. In quell’occasione incontra un gruppo di rifugiati provenienti dall’Afghanistan che lo aiuta ad attraversare illegalmente il confine del loro paese, proprio mentre, a causa dell’invasione dei russi, le frontiere venivano chiuse ai giornalisti occidentali. Con indosso gli abiti tradizionali, la barba lunga e i lineamenti segnati dalle condizioni climatiche dopo settimane trascorse a stretto contatto con i Mujaheddin, McCurry ha mostrato e testimoniato le prime immagini del conflitto in Afghanistan, pubblicate poi in tutto il mondo, rivelando il volto umano di una guerra.
Da allora McCurry ha continuato a realizzare immagini mozzafiato in giro per i sei continenti e in numerosi paesi. Il suo lavoro spazia dai conflitti alle culture in via di estinzione, dalle antiche tradizioni fino al mondo contemporaneo. Nonostante tutto mantiene sempre l’elemento umano che ha fatto del suo scatto più celebre “La ragazza afgana” un’immagine così potente.

McCurry ha ricevuto alcuni dei più prestigiosi premi del settore, tra cui la Robert Capa Gold Medal, il National Press Photographers Award, ed è stato vincitore di quattro primi premi del World Press Photo nello stesso anno, evento senza precedenti.
Mostra fotografica L’Auditorium Parco della Musica di Roma 2014.

www.stevemccurry.com

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Sebastião Salgado

 Salgado

Sebastião Salgado, l’ultimo capolavoro di questo fotografo inesauribile. Lui che ha dedicato la sua vita ai reportage fotografici da tutto il mondo. In questo libro fantastico ha voluto raccontare in modo, trasversale, il nostro pianeta attraversando tutti e 5 i continenti, andando a cercare i posti più lontani e inaccessibili, raccontando di come il nostro pianeta sia ancora vergine e incontaminato, e che tutti noi dovremmo prendercene cura. Tutte le foto sono in bianco e nero cariche di suggestione e di amore verso il bello. E’ uscito anche un film su di lui e sulla storia della sua carriera.

Mostra fotografica al Palazzo della Ragione, Milano 2014.
www.amazonasimages.com
www.taschen.com

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Herb Ritts

HerbRitts

Herb Ritts, fotografo di fama mondiale, morto giovane, ma con un patrimonio di immagini spettacolari diventate vere e proprie icone del bianco e nero.
Tanto per citarne qualche d’una, Helmut Newton, Isabella Rossellini, Julia Roberts, Cher, Nicole Kidman, Denzel Washington, Mel Gibson, Sylvester Stallone, Patrick SwayzeRichard Gere, Christopher Reeve, Tom Cruise, John Travolta, Glenn Close, Modonna…, in uno scatto è riuscito a mettere insieme le cinque modelle più belle del mondo, in un nudo casto, un genio…

Stephanie, Cindy, Christy, Tatjana, Naomi

Mostra fotografica L’Auditorium Parco della Musica di Roma 2014.

www.herbritts.com
www.contrastobooks.com

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Nick Brandt

Nick Brandt

Nick Brandt, maestro del bianco e nero. Uno dei miei fotografi preferiti un talento incredibile e una tecnica fotografica indiscutibile. Questi alcuni suoi libri, da sfogliare e risfogliare; e tutte le volte, le sue immagini, sono capaci di trasmettere emozioni nuove ed uniche.
www.nickbrandt.com

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Alberto Bregami

Alberto Bregami, considerato attualmente tra i più puri e validi interpreti della fotografia di paesaggio in bianconero, classe 1962, è un fotografo professionista di montagna e di paesaggio. Cresciuto a Cortina d’Ampezzo, figlio d’arte – il padre Giancarlo fu alpinista, scrittore, documentarista con premi cinematografici e letterari – scatta prevalentemente in pellicola o digitale medio formato. Seguitissimo online e sui social media, ma anche nelle sue conferenze su fotografia, montagna e fillosofia, lavora su progetti preferibilmente di medio/lungo periodo. Nel dicembre del 2012 è stato pubblicato, da Il Margine di Trento, il suo lungo lavoro dedicato alle Dolomiti di Brenta, durato quattro anni, dal titolo “Dentro e fuori le Cime. Dolomiti di Brenta tra l’occhio e il passo“; un volume che ha ricevuto numerosi consensi, sia di pubblico che critica. Dal 2005 è Accademico del G.I.S.M. – Gruppo Italiano Scrittori di Montagna, prestigiosa Accademia di Arte e Cultura Alpina italiana. Raggruppa scrittori, alpinisti, fotografi che attraverso imprese alpinistiche o opere letterarie e fotografiche abbiano contribuito ad accrescere la cultura di Montagna. Vive tra Milano e Madonna di Campiglio, in Trentino Alto Adige.

www.albertobregani.com

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Greg Gorman

Greg Gorman in quarant’anni di carriera ha visto sfilare davanti al suo obbiettivo un chilometrico e ben assortito red carpet di stelle, da Al Pacino a Raquel Welch fino a Sharon Stone e John Travolta, giusto per fare qualche nome. Il suo bianco e nero inconfondibile, unito all’altrettanto rara capacità d’introspezione, ha dato origine ad uno stile talmente virtuoso da far dichiarare a Richard Gere che “Greg sta alla macchina fotografica come Eric Clapton sta alla chitarra: affidabile e autentico”. Lontano per un momento dai riflettori, ora Gorman rovista nei suoi archivi e mette insieme una collezione di oltre 200 ritratti maschili di ragazzi (poi divenuti) famosi e non; un album che rivela  l’intramontabile fascino della giovinezza, quando il tempo non ha ancora offuscato l’ingenuità, la malinconica dolcezza e, soprattutto, la bellezza che caratterizza l’âge d’or della vita. Scrive il fotografo nell’introduzione: “Spesso le mie foto hanno catturato quel tipo di sensualità che si accompagna alla vulnerabilità. Il soggetto – quando è inconsapevole della macchina fotografica – finisce per rivelare una verità intima, senza sapere che sarà proprio questa verità ad essere in primo piano nelle foto”. Da Tom Cruise a Kevin Costner, da Leonardo di Caprio a Brad Pitt, fino a Patrick Dempsey, Charlie Sexton, Rupert Everett, Johnny Depp e molti altri, In their Youth è un manifesto di struggente, sensuale e “wildiana” promessa di bellezza.

 Damiani

www.gormanphotography.com
www.damianieditore.com

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Irene Kung

Irene Kung

Irene Kung, in questo libro spettacolare ricco di immagini, che racchiudono la sua lunga esperienza di graphic designer, pittrice e fotografa, riesce a condurci per mano fra città e monumenti incredibilmente sospesi nel tempo con neri assoluti e dettagli mozzafiato, veramente unica.

www.irenekung.com

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Ansel Adams


Ansel Adams, nasce a San Francisco in una zona vicina al Golden Gate Bridge, unico figlio di Charles Hitchcock Adams, un imprenditore di successo che possedeva una compagnia di assicurazioni ed una fabbrica di prodotti chimici, e Olive Bray. All’età di quattro anni, in seguito al terremoto del 1906, cade e si frattura il naso, che gli resterà deforme per tutta la vita. Non ama gli studi scolastici e nel 1914, a dodici anni, inizia a studiare pianoforte per abbandonarlo poi all’età di vent’anni circa.
Nel 1916, all’età di 14 anni, durante una vacanza con la sua famiglia allo Yosemite National Park, gli viene regalata la sua prima macchina fotografica, una Kodak Brownie. La natura e la fotografia saranno da allora legate per sempre alla sua vita. La passione ambientalista traspare, peraltro, in tutte le sue opere.
Nel 1919 si iscrive al “Sierra Club“, una delle più antiche ed importanti organizzazioni ambientaliste americane. Poco tempo prima era guarito dall’influenza chiamata spagnola, che uccise cinquanta milioni di persone in tutto il mondo.
Nel 1927 partecipa alla gita annuale del Club, nota come High Trip. In quell’anno pubblica il suo primo portfolio: Parmelian Prints of the High Sierra finanziato da Albert Bender conosciuto l’anno prima a Berkeley. Guadagnerà circa 4000 dollari.
Nel 1928 diviene fotografo ufficiale del Sierra Club, ma non lascia la sua passione ambientalista e si dedica anche ad accompagnare le persone che partecipano alle escursioni, che a volte durano settimane, come assistente del direttore di gita. Lo stesso anno sposa Virginia Best, figlia del proprietario del Best’s Studio che verrà ereditato dalla figlia nel 1935 alla morte del padre. Lo studio è oggi noto come Ansel Adams Gallery.
Nel 1932 fonda il Gruppo f/64 allo scopo di riunire alcuni fotografi aderenti alla cosiddetta straight photography: John Paul Edwards, Imogen Cunningham, Preston Holder, Consuelo Kanaga, Alma Lavenson, Sonya Noskowiak, Henry Swift, Willard Van Dyke, ed Edward Weston. Il nome rimandava alla minima apertura del diaframma dell’obiettivo che avrebbe consentito la massima profondità di campo e la maggiore accuratezza dei dettagli.
Nel 1934 entra nel Consiglio di Amministrazione del Sierra Club e ne resterà membro, insieme alla moglie, per tutta la vita. È autore di molte prime scalate sulla Sierra Nevada. Le sue fotografie sono una testimonianza di quello che erano i parchi nazionali prima degli interventi umani e dei viaggi di massa. Il suo lavoro ha sponsorizzato molti degli scopi del Sierra Club ed ha portato alla luce le tematiche ambientali.
Adams ha inventato il sistema zonale, una tecnica che permette ai fotografi di trasporre la luce che essi vedono in specifiche densità sul negativo e sulla carta, ottenendo così un controllo migliore sulle fotografie finite. È anche stato un pioniere dell’idea di “visualizzazione” della stampa finita basata sui valori di luce misurati nella scena che viene fotografata.
Le fotografie nel libro a tiratura limitata Sierra Nevada: The John Muir Trail, insieme alla sua testimonianza, hanno contribuito ad assicurare la designazione del Sequoia and Kings Canyon come parco nazionale nel 1940.
Prese a cuore la questione dell’internamento dei nippo-americani che seguì l’attacco di Pearl Harbor, tanto che gli venne permesso di visitare il Manzanar War Relocation Center nella Owens Valley, ai piedi del Monte Williamson. Il saggio fotografico fu dapprima esposto in una mostra in un museo d’arte moderna, e più tardi fu pubblicato col titolo Born Free and Equal: Photographs of the Loyal Japanese-Americans at Manzanar Relocation Center, Inyo County, California (“Nati liberi e uguali: fotografie dei leali nippo-americani al centro di dislocamento Manzanar, Contea di Inyo, California”).
Fu il beneficiario di tre borse di studio Guggenheim durante la sua carriera.[1] Fu eletto nel 1966 membro dell’American Academy of Arts and Sciences. Nel 1980 il presidente Jimmy Carter lo insignì della medaglia presidenziale della libertà, la più alta onorificenza civile del suo Paese.
I diritti di pubblicazione per le fotografie di Adams sono detenuti dagli amministratori dell’Ansel Adams Publishing Rights Trust.
Nel 1984, il “Minarets Wilderness” dell’Inyo National Forest venne ribattezzato “Ansel Adams Wilderness“. Il Monte Ansel Adams, una cima di 3.584 metri nella Sierra Nevada, venne così ribattezzato nel 1986.

www.anseladams.com

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