Alberto Bregami

Alberto Bregami, considerato attualmente tra i più puri e validi interpreti della fotografia di paesaggio in bianconero, classe 1962, è un fotografo professionista di montagna e di paesaggio. Cresciuto a Cortina d’Ampezzo, figlio d’arte – il padre Giancarlo fu alpinista, scrittore, documentarista con premi cinematografici e letterari – scatta prevalentemente in pellicola o digitale medio formato. Seguitissimo online e sui social media, ma anche nelle sue conferenze su fotografia, montagna e fillosofia, lavora su progetti preferibilmente di medio/lungo periodo. Nel dicembre del 2012 è stato pubblicato, da Il Margine di Trento, il suo lungo lavoro dedicato alle Dolomiti di Brenta, durato quattro anni, dal titolo “Dentro e fuori le Cime. Dolomiti di Brenta tra l’occhio e il passo“; un volume che ha ricevuto numerosi consensi, sia di pubblico che critica. Dal 2005 è Accademico del G.I.S.M. – Gruppo Italiano Scrittori di Montagna, prestigiosa Accademia di Arte e Cultura Alpina italiana. Raggruppa scrittori, alpinisti, fotografi che attraverso imprese alpinistiche o opere letterarie e fotografiche abbiano contribuito ad accrescere la cultura di Montagna. Vive tra Milano e Madonna di Campiglio, in Trentino Alto Adige.

www.albertobregani.com

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Greg Gorman

Greg Gorman in quarant’anni di carriera ha visto sfilare davanti al suo obbiettivo un chilometrico e ben assortito red carpet di stelle, da Al Pacino a Raquel Welch fino a Sharon Stone e John Travolta, giusto per fare qualche nome. Il suo bianco e nero inconfondibile, unito all’altrettanto rara capacità d’introspezione, ha dato origine ad uno stile talmente virtuoso da far dichiarare a Richard Gere che “Greg sta alla macchina fotografica come Eric Clapton sta alla chitarra: affidabile e autentico”. Lontano per un momento dai riflettori, ora Gorman rovista nei suoi archivi e mette insieme una collezione di oltre 200 ritratti maschili di ragazzi (poi divenuti) famosi e non; un album che rivela  l’intramontabile fascino della giovinezza, quando il tempo non ha ancora offuscato l’ingenuità, la malinconica dolcezza e, soprattutto, la bellezza che caratterizza l’âge d’or della vita. Scrive il fotografo nell’introduzione: “Spesso le mie foto hanno catturato quel tipo di sensualità che si accompagna alla vulnerabilità. Il soggetto – quando è inconsapevole della macchina fotografica – finisce per rivelare una verità intima, senza sapere che sarà proprio questa verità ad essere in primo piano nelle foto”. Da Tom Cruise a Kevin Costner, da Leonardo di Caprio a Brad Pitt, fino a Patrick Dempsey, Charlie Sexton, Rupert Everett, Johnny Depp e molti altri, In their Youth è un manifesto di struggente, sensuale e “wildiana” promessa di bellezza.

 Damiani

www.gormanphotography.com
www.damianieditore.com

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Irene Kung

Irene Kung

Irene Kung, in questo libro spettacolare ricco di immagini, che racchiudono la sua lunga esperienza di graphic designer, pittrice e fotografa, riesce a condurci per mano fra città e monumenti incredibilmente sospesi nel tempo con neri assoluti e dettagli mozzafiato, veramente unica.

www.irenekung.com

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Ansel Adams


Ansel Adams, nasce a San Francisco in una zona vicina al Golden Gate Bridge, unico figlio di Charles Hitchcock Adams, un imprenditore di successo che possedeva una compagnia di assicurazioni ed una fabbrica di prodotti chimici, e Olive Bray. All’età di quattro anni, in seguito al terremoto del 1906, cade e si frattura il naso, che gli resterà deforme per tutta la vita. Non ama gli studi scolastici e nel 1914, a dodici anni, inizia a studiare pianoforte per abbandonarlo poi all’età di vent’anni circa.
Nel 1916, all’età di 14 anni, durante una vacanza con la sua famiglia allo Yosemite National Park, gli viene regalata la sua prima macchina fotografica, una Kodak Brownie. La natura e la fotografia saranno da allora legate per sempre alla sua vita. La passione ambientalista traspare, peraltro, in tutte le sue opere.
Nel 1919 si iscrive al “Sierra Club“, una delle più antiche ed importanti organizzazioni ambientaliste americane. Poco tempo prima era guarito dall’influenza chiamata spagnola, che uccise cinquanta milioni di persone in tutto il mondo.
Nel 1927 partecipa alla gita annuale del Club, nota come High Trip. In quell’anno pubblica il suo primo portfolio: Parmelian Prints of the High Sierra finanziato da Albert Bender conosciuto l’anno prima a Berkeley. Guadagnerà circa 4000 dollari.
Nel 1928 diviene fotografo ufficiale del Sierra Club, ma non lascia la sua passione ambientalista e si dedica anche ad accompagnare le persone che partecipano alle escursioni, che a volte durano settimane, come assistente del direttore di gita. Lo stesso anno sposa Virginia Best, figlia del proprietario del Best’s Studio che verrà ereditato dalla figlia nel 1935 alla morte del padre. Lo studio è oggi noto come Ansel Adams Gallery.
Nel 1932 fonda il Gruppo f/64 allo scopo di riunire alcuni fotografi aderenti alla cosiddetta straight photography: John Paul Edwards, Imogen Cunningham, Preston Holder, Consuelo Kanaga, Alma Lavenson, Sonya Noskowiak, Henry Swift, Willard Van Dyke, ed Edward Weston. Il nome rimandava alla minima apertura del diaframma dell’obiettivo che avrebbe consentito la massima profondità di campo e la maggiore accuratezza dei dettagli.
Nel 1934 entra nel Consiglio di Amministrazione del Sierra Club e ne resterà membro, insieme alla moglie, per tutta la vita. È autore di molte prime scalate sulla Sierra Nevada. Le sue fotografie sono una testimonianza di quello che erano i parchi nazionali prima degli interventi umani e dei viaggi di massa. Il suo lavoro ha sponsorizzato molti degli scopi del Sierra Club ed ha portato alla luce le tematiche ambientali.
Adams ha inventato il sistema zonale, una tecnica che permette ai fotografi di trasporre la luce che essi vedono in specifiche densità sul negativo e sulla carta, ottenendo così un controllo migliore sulle fotografie finite. È anche stato un pioniere dell’idea di “visualizzazione” della stampa finita basata sui valori di luce misurati nella scena che viene fotografata.
Le fotografie nel libro a tiratura limitata Sierra Nevada: The John Muir Trail, insieme alla sua testimonianza, hanno contribuito ad assicurare la designazione del Sequoia and Kings Canyon come parco nazionale nel 1940.
Prese a cuore la questione dell’internamento dei nippo-americani che seguì l’attacco di Pearl Harbor, tanto che gli venne permesso di visitare il Manzanar War Relocation Center nella Owens Valley, ai piedi del Monte Williamson. Il saggio fotografico fu dapprima esposto in una mostra in un museo d’arte moderna, e più tardi fu pubblicato col titolo Born Free and Equal: Photographs of the Loyal Japanese-Americans at Manzanar Relocation Center, Inyo County, California (“Nati liberi e uguali: fotografie dei leali nippo-americani al centro di dislocamento Manzanar, Contea di Inyo, California”).
Fu il beneficiario di tre borse di studio Guggenheim durante la sua carriera.[1] Fu eletto nel 1966 membro dell’American Academy of Arts and Sciences. Nel 1980 il presidente Jimmy Carter lo insignì della medaglia presidenziale della libertà, la più alta onorificenza civile del suo Paese.
I diritti di pubblicazione per le fotografie di Adams sono detenuti dagli amministratori dell’Ansel Adams Publishing Rights Trust.
Nel 1984, il “Minarets Wilderness” dell’Inyo National Forest venne ribattezzato “Ansel Adams Wilderness“. Il Monte Ansel Adams, una cima di 3.584 metri nella Sierra Nevada, venne così ribattezzato nel 1986.

www.anseladams.com

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Susan Burnstine

 Susan Burnstine

Susan Burnstine, le sue foto sono dipinti ad acquarello, immagini in bianco e nero evanescenti.
E’ solo con il sogno o con l’immaginazione che riesci ad andare oltre l’immagine, completandola con le tue emozioni…
www.susanburnstine.com

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Carlo Bavagnoli

 

Carlo Bavagnoli nasce a Piacenza nel 1932. Completati gli studi classici, nel 1951 si iscrive alla facoltà di giurisprudenza di Milano. A Brera ha modo di confrontarsi con alcuni giovani fotografi, Alfa Castaldi, Mario Dondero e Ugo Mulas. Nel 1955, trasferitosi definitivamente a Milano, inizia a collaborare con “Illustrazione Italiana“, “Tempo illustrato” e “Cinema Nuovo“.
Assunto come fotografo da “Epoca“, nel ’56 viene trasferito nella redazione romana della rivista. Nella capitale inizia un lungo lavoro di documentazione del quartiere popolare di Trastevere, grazie al quale ottiene i primi contatti con la rivista americana “Life“, che gli pubblica alcune foto.
Nel marzo del 1958 è per la prima volta in Sardegna, ad Orani, dove per la stessa testata fotografa Costantino Nivola durante la decorazione della facciata della chiesa della Madonna d’Itria e la mostra di sculture allestita per le vie del paese.
L’anno successivo trascorre un mese a New York, dove ancora “Life“, gli richiede, a scopo formativo, la realizzazione di un reportage sulla vita della metropoli; due anni dopo gli offre un contratto come corrispondente dall’Italia. Negli anni successivi lavorerà come free lance per diversi giornali.
Tra il 1960 e il 1961 torna in Sardegna, a Loculi e Irgoli, inviato da “L’Espresso” per un servizio sulla povertà in Italia, che non sarà pubblicato in quanto ritenuto non abbastanza drammatico. Aveva preferito, infatti, evitare la retorica e le forzature ideologiche che in quegli anni imperversavano sulle pagine di quotidiani e riviste.
Negli anni seguenti i viaggi tra l’Italia e gli Stati Uniti s’intensificano. Per “Life” documenta l’apertura del Concilio Vaticano II, la morte di Giovanni XXIII e l’elezione di Paolo VI. Nel frattempo continua la sua collaborazione con “Epoca”.
Il 1964 è un anno memorabile per la sua attività: è assunto nella redazione americana di “Life“, fatto unico per un fotografo italiano; dopo un anno trascorso a New York, viene trasferito alla sede di Parigi.
Dal 1972, anno in cui cessa la pubblicazione della rivista americana, intensifica i suoi rientri in Italia, pubblica numerosi libri fotografici, realizza vari documentari per la televisione e si occupa di musica classica.

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Rebecca Dautremer

 

Rébecca Dautremer è nata nel 1971 a Gap (Francia). Dopo aver studiato grafica presso la scuola di arti decorative di Parigi, si è orientata molto presto verso l’illustrazione di libri per bambini e ragazzi. Ha pubblicato il suo primo libro nel 1996. Nel 2003 pubblica il libro di illustrazioni L’Amoureux in cui definisce il proprio stile, ma è soprattutto il successivo Principesse dimenticate e sconosciute a lanciare definitivamente la sua carriera. La Dautremer viene inoltre scelta per realizzare la linea grafica di alcune linee del marchio moda Kenzo, a partire da quella del profumo Flower by Kenzo, ed ha curato la grafica del film Nat e il segreto di Eleonora.

www.rebeccadautremer.com

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